Chiesa Santa Maria in Grottaferrata

La Cattedrale di Santa Maria, consacrata il 17 dicembre 1024 da papa Giovanni XIX, si trova all’interno dell’Abbazia Greca di San Nilo, fu quasi completamente trasformata nel 1754, in particolare all’interno con un rivestimento di stucco in stile barocco, che ha ricoperto i dipinti murali delle pareti ed inglobando le colonne romane nei pilastri. La chiesa, restaurata tra il 1902 ed il 1930 e ripristinata nelle forme originarie, rimuovendo le sostruzioni neogotiche ottocentesche, presenta totalmente integra la struttura del 1004.

 

Esterno

La facciata a salienti è aperta da un grande rosone e da finestre in marmo traforato, e decorata da archetti ciechi ogivali e da cornici in laterizio, che proseguono sui lati della chiesa. Il pronao (atrio colonnato), che poggia su quattro colonne in pietra e su due pilastri in mattoni, immette nel nartece, che presenta un pavimento a spina e il soffitto ligneo, dove sono conservate le opere più antiche della chiesa:

  • a sinistra, Fonte battesimale (X – XI secolo), in marmo: si presenta a forma di cista cilindrica poggiato su leoni alati con una decorazione simbolica a bassorilievo.
  • al centro, Porta d’ingresso, detta speciosa (ossia “bella”), presenta gli stipiti, decorati a bassorilievo, in marmo con intarsi di pietre e pasta vitrea, databili tra l’XI e XII secolo. In stile romanico con influssi bizantini, ha le ante in legno scolpito di dimensioni diverse, riadattate forse da un altro edificio. Al di sopra della porta è collocato: Gesù Cristo benedicente in trono tra la Madonna e san Giovanni Battista con l’abate Nicola II (1130 – 1135), mosaico realizzato da maestranze romane.

Inoltre, sulle pareti laterali del nartece si trovano due dipinti murali, ad affresco, di ambito bizantino del XX secolo, raffiguranti:

  • a sinistra, Battesimo di Gesù Cristo;
  • a destra Discesa di Gesù Cristo al Limbo.

 

Interno

L’interno settecentesco, a pianta basilicale con profonda abside, è suddivisa in tre navate da pilastri che inglobano le colonne marmoree della villa romana. L’edificio presenta:

  • Pavimento a motivi decorativi geometrici (XIII secolo), in marmo policromo, opera dei Cosmati.
  • Soffitto a cassettoni (1577), commissionato dal cardinale Alessandro Farnese.

 

Arco Trionfale

L’arco trionfale, che divide la navata centrale dal presbiterio, riservato ai monaci, presenta una decorazione articolata su due registri:

  • registro superiore, Trinità ed angeli (1282), affresco, di ambito romano.
  • registro inferiore, Etimasia (ultimo quarto del XII secolo), mosaico realizzato da maestranze romane bizantineggianti. La decorazione musiva raffigura: al centro, Agnello di Dio (simbolo di Gesù Cristo sacrificato) ai piedi di un trono vuoto, ai lati del quale sono San Pietro e sant’Andrea (simboli rispettivamente di Roma e Costantinopoli); ai lati, Apostoli, identificabili da iscrizioni in greco, seduti su preziosi seggi in attesa di Gesù Cristo per il Giudizio universale (etimasia).

 

Presbiterio

Nel presbiterio, è collocato:

  • Iconostasi (XVII secolo), in marmi policromi, progettata da Gian Lorenzo Bernini e costruita da Giacomo Giorgetti: la parete, che nasconde l’altare dal resto della chiesa, simboleggia la necessità della mediazione liturgica; le sue tre porte vengono aperte durante i riti.
  • Al centro dell’iconostasi è intronizzata l’icona raffigurante: Madonna con Gesù Bambino (seconda metà del XIII secolo), tempera su tavola, di ambito campano: questo tipo di immagine mariana viene detta Theotòkos (ossia, Madre di Dio).

Dietro l’iconostasi si cela il Vima (santuario), dotato di altare quadrato, secondo il rito bizantino, è sormontato da un baldacchino da cui pende:

  • Colomba eucaristica (1894), in argento: vaso sacro utilizzato per la custodia del pane eucaristico.

Nella chiesa si celebra con il rito bizantino, in lingua greca.

 

Crypta Ferrata

Lungo la navata destra si apre la Crypta ferrata, una cappella ricavata da una cella sepolcrale romana a due camere, che la tradizione ritiene la tomba di Tulliola, figlia di Cicerone.

L’ambiente presenta muri perimetrali in opera quadrata e volte a crociera; per la presenza di finestre con doppia grata in ferro venne denominato Crypta ferrata, da cui secondo alcuni studiosi deriva il toponimo Grottaferrata; trasformata in oratorio cristiano nel V secolo, fu poi donata dai Conti di Tuscolo a san Nilo da Rossano.

Al complesso degli edifici della villa romana appartiene anche, perfettamente conservato, il criptoportico a due navate, separate da un muro ad archi, su cui poggia la parte sud-ovest del monastero. La struttura in opera reticolata e blocchetti parallelepipedi permettono di datarlo al alla fine dell’epoca repubblicana.

 

Cappella di San Nilo

Dalla navata destra si accede alla Cappella di San Nilo, che in origine era un piccolo oratorio, dedicato ai martiri Adriano e Natalia, ampliato nel 1131 per ospitare – sotto l’altare – le spoglie dei due Santi fondatori: questa è detta anche Cappella farnesiana per l’intervento del cardinale Odoardo Farnese, che né commissionò l’impianto decorativo:

  • all’altare, Pala con Madonna con Gesù Bambino tra i due santi fondatori (1609), olio su tela, di Annibale Carracci.

Alle pareti, ciclo di dipinti murali con Storie della vita san Nilo da Rossano (1608 – 1610), affreschi, di Domenico Zampieri detto il Domenichino, che raffigurano a sinistra:

  • San Nilo da Rossano guarisce il figlio indemoniato di Polieuto;
  • Incontro di san Nilo da Rossano e l’imperatore Ottone III di Sassonia;
  • San Nilo da Rossano ed il miracolo del crocifisso;

a destra:

  • Maria Vergine appare a san Nilo da Rossano ed a san Bartolomeo il giovane;
  • Costruzione dell’abbazia di Grottaferrata;
  • Miracolo delle messi;

 

Criptoportico

Dal sagrato della chiesa si accede al criptoportico (perfettamente conservato) a due navate, separate da un muro ad archi, su cui poggia la parte sud-ovest del monastero. La struttura architettonica, in opera reticolata e blocchetti parallelepipedi che permettono di datarla alla fine dell’epoca repubblicana, appartiene al complesso degli edifici della villa romana preesistente.

 

Fonte: it.cathopedia.org

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